domenica 3 gennaio 2010

Scenario 












































































































































































Alla base dell'idea di stesura di questa tesi vi è il tentativo di trasporre dei sistemi di creazione tipici del mondo informatico nel processo di creazione architettonica, attraverso  l'uso di un social network come il Blog per creare la discussione e per distribuire le varie parti di lavoro fra le persone.
Nel Blog di questa Web-Community o Virtual Studio, condividerò la sorgente di base, composta da tutte le riflessioni e le ricerche che sono riuscito a svolgere fino ad ora, fornendo un materiale di bozza che dovrà  poi essere elaborato da ognuno di noi, postandolo direttamente sul Blog.
In tal modo il materiale prodotto sarà riconosciuto in maniera automatica agli autori.
Si prega comunque dall'esimersi da commenti inopportuni, visto che il Blog stesso sarà il metodo di impaginazione e stesura della tesi stessa, con relativa presentazione accademica. 



mercoledì 23 dicembre 2009



Da Wikipedia


In informatica, open source (termine inglese che significa sorgente aperto) indica un software i cui autori (più precisamente i detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Questo è realizzato mediante l'applicazione di apposite licenze d'uso.

La collaborazione di più parti (in genere libera e spontanea) permette al prodotto finale di raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di lavoro. L'open source ha tratto grande beneficio da Internet, perché esso permette a programmatori geograficamente distanti di coordinarsi e lavorare allo stesso progetto.

I software open source attualmente più diffusi sono Firefox, OpenOffice, VLC, Gimp, 7-Zip, oltre ad un gran numero di progetti rivolti non all'utente finale ma ad altri programmatori.[1] Sono inoltre degne di nota le famiglie di sistemi operativi BSD , GNU e il kernel Linux, i cui autori e fautori hanno contribuito in modo fondamentale alla nascita del movimento. La comunità open source è molto attiva, comprende decine di migliaia di progetti,[2] numero che cresce quotidianamente.

Alla filosofia del movimento open source si ispira il movimento open content (contenuti aperti): in questo caso ad essere liberamente disponibile non è il codice sorgente di un software ma contenuti editoriali quali testi, immagini, video e musica. Wikipedia è un chiaro esempio dei frutti di questo movimento. Attualmente l'open source tende ad assumere rilievo filosofico, consistendo di una nuova concezione della vita, aperta e refrattaria ad ogni oscurantismo, che l'open source si propone di superare mediante la condivisione della conoscenza.






















Da Wikipedia


La versione beta è una versione di prova di un software non definitivo, già testato dagli esperti, che viene messo a disposizione anche dei meno esperti, confidando proprio nelle loro azioni imprevedibili che potrebbero portare alla luce nuovi bug o incompatibilità del software stesso.

Più precisamente il beta testing (o beta-verifica) è una fase di prova e collaudo di un software non ancora pubblicato, con lo scopo di trovare eventuali errori (bug). Questa operazione può essere svolta da professionisti pagati, oppure, molto spesso, da semplici amatori, chiamati beta tester. La loro importanza è legata, oltre al test dei sistemi operativi, anche ai programmi minori poiché tendono a comportasi diversamente in base all'hardware su cui girano, per cui conviene avere la possibilità di provarli su più hardware differenti.

Con la diffusione di Internet si è diffuso il beta testing da parte di utenti non professionisti (in genere, gli stessi che userebbero il software una volta completo). La distribuzione della versione beta del software può essere ristretta ad un piccolo numero di persone oppure accessibile a tutti, a seconda dei casi.

Gli utenti ricevono il software senza alcuna garanzia (anzi, con la garanzia che ci sarà qualcosa che non va) e segnalano al produttore i difetti incontrati. Ciò facilita molto il lavoro del produttore, perché molti bug sono difficili da scoprire e si rivelano solo in casi particolari, ed è più facile che essi vengano a galla quando le persone che provano il software sono migliaia. La ricerca di beta tester su Internet, tuttavia, non risulta affatto facile dato che spesso per testare un programma si necessita di conoscenze informatiche e di programmazione non comuni all'utente medio.

Va sottolineato che generalmente con "versione beta" si intende un software potenzialmente instabile, quindi, benché spesso vengano rilasciati a basso prezzo o addirittura gratis, sarebbe buona norma non fondare i propri sistemi di lavoro su software in versione beta, o almeno passare alla versione completa e stabile appena è disponibile. Però anche gli utenti che collaudano il software ne hanno un vantaggio, perché non di rado le versioni beta sono abbastanza funzionanti da fare tutto ciò che gli utenti desideravano dal software completo, e possono così ottenere il programma gratis e in anticipo.

Alla fine del beta testing, il programma è considerato completo e distribuibile. Si parlerà quindi, a questo punto, di versione build. Se si tratta di software commerciale, non è detto che i beta tester ricevano una copia gratuita del software.